..L'architetto fa il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta dove tutto é già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili...(Renzo Piano)


sabato 16 aprile 2011

TO DO 6


..analisi di un opera...

''La piega è una tecnica progettuale: attraverso l'atto del piegare, si conformano insieme le parti di un edificio e le articolazioni del paesaggio. Con questa impostazione Eisenman si afferma al concorso del grande Complesso culturale di Santiago de Compostela del 1999 in Spagna.'' (Architettura e modernità)



L’idea è quella di creare un centro di promozione e tutela della cultura gallega d’importanza nazionale ed internazionale seguendo le esigenze proprie della società dell’informazione.

Commentando il concorso, Eisenman ha detto: “ci siamo trovati davanti ad un programma complesso ed affascinante, per cui gli obiettivi hanno conformato gli spazi e le funzioni. La prima richiesta era quella di un disegno aperto e dinamico, in modo da rendere possibile la flessibilità all’uso. Possiamo pensare a questa richiesta come priorità assoluta del progetto. Per quanto sembri strano, questo è risultato essere il caso”.
L'obiettivo è quello di creare un organismo in cui sistemi d'informazione e arte, eredità culturale e tecnologie avanzate possano incontrarsi.
Il processo progettuale ipotizza la sovrapposizione di tre layer:
la trasposizione della planimetria del nucleo medievale della città (potremmo chiamarlo il livello della memoria); quello riferito ad una griglia cartesiana (il livello dell’intenzione progettuale) ed infine quello della superficie topografica. Quest’ultima è una superficie tridimensionale capace di portare la memoria a livello di intenzione e viceversa, in una ricerca di simultaneità. La cittadella nasce come sintesi dei livelli anzidetti.
Dice Eisenman: “Per me, la nuova idea non è più quella di portarsi avanti, verso il futuro, ma di dare attualità al passato, ricollocandolo nel presente. Allora non c'è più la nostalgia, ma la realtà del passato nel presente”.

La collina viene scavata per accogliere l’edificio, placcato e coperto con la pietra del luogo, come se la struttura non fosse costruzione artificiale, bensì paesaggio naturale solcato dai percorsi. La collina in tal modo diventa moderno luogo di pellegrinaggio.
”La terra anziché essere concepita come fondo contro cui le costruzioni si pongono, si eleva qui a figura, le costruzioni sono celate dalla terra. È un nuovo genere di tessuto urbano, nel quale lo spazio abitato è naturale ma scavato. La codificazione del passato medioevale della città, nel CCG genera il senso di presente attivo, trovato in una nuova forma tattile e pulsante.
Le forme esterne non rivelano le funzioni interne; gli spazi accolgono le funzioni indefinitamente. In questo modo, il progetto permette letture espandibili e multi-livellate delle relative forme, mentre il programma può modificarsi liberamente in avvenire”.

Gli edifici componenti la cittadella sono sei:
il Museo di Storia Galleca;
il Centro delle Nuove Tecnologie;
il Teatro della Musica (capienza 1500 spettatori);
la Biblioteca (per 1.000.000 di libri);
l’Emeroteca Galiziana;
un edificio per l’amministrazione centrale ed i servizi di ristoro.
Parte integrante del complesso sarà l’Arboreto della Galizia.

Eisenman ha trattato le costruzioni come accoppiamenti. Il museo è accoppiato con il centro tecnologico, la biblioteca con l'emeroteca, il teatro della musica con i servizi e l’amministrazione. Il risultato secondo l’architetto è una sequenza “di rapporti su scala ridotta all'interno del complesso, come il ‘contrappunto’ e la ‘sincope’ in una composizione di jazz”.


Nel progetto di Eisenman il BANG è il Folding, ossia la piegatura.... Il terreno viene usato come generatore dell'edificio, la morfologia del luogo di intervento crea le forme dell'architettura che vi si inserisce... In questo modo il paesaggio non viene mutato da un oggetto estraneo, ma l'oggetto viene inglobato nel terreno e la percezione dell'edificio classico non c'è più.....

Nessun commento:

Posta un commento